sabato 22 giugno 2019

Alla ricerca delle squame

Non accetto di essere lento nel nuoto, non mi va di andare piano in acqua, dove da piccolino nuotavo bene e forte, mi dicevano. E anche oggi mi dicono che la tecnica è rimasta buona, sei solamente lento.  Hai bisogno di nuotare, tanto. Almeeeeno 7 km a settimana.
Allora mi sono iscritto per un mese al nuoto open nella piscina dietro casa, e siccome giugno mi permette di non avere troppe trasferte per lavoro, la pausa pranzo tutti i giorni è in acqua.
Se considero il periodo dal 10 giugno al 21 ho ora una media di 14000 mt a settimana, oltre 30.000 nelle prime tre settimane del mese.
Il test sui 400 metri che 3 mesi fa diceva 8'20" la settimana scorsa è stato già portato a 7'43" che vuol dire iniziare a nuotare almeno su questa distanza, sotto i 2'/100metri.
Occorre iniziare a uscire prima dall'acqua in gara, e la strada è intrapresa.
Nel frattempo da 10 gg una noia al quadricipite destro (procurata durante un tiro ad una partita di calcetto...) mi impedisce di correre a ritmi sostenuti, e mi concedo solo corsa lenta. E anche in bici, solo pianura e senza strappare.
Prossimo obiettivo la gara serale Vedan da cursa, 5km il 5 luglio, per testarmi in vista del prossimo triathlon (quadricipite permettendo): a Lecco il 14 luglio.

Alla prossima

lunedì 10 giugno 2019

Triathleta



L'idea di potermi guardare allo specchio, e dire di me, e raccontarlo agli altri, di essere un triathleta, ecco...da ieri ha preso forma e senso compiuto. Ne sono fiero, lo desideravo da un po'. E ne sono anche orgoglioso perchè nell'esordio non ho praticamente avuto ansia.
Esordio fatto nel triathlon sprint Deejay Tri insomma, con una prestazione estremamente soddisfacente in termini di sensazioni. Il tempo e la classifica, certo sono cose da migliorare ma ieri non mi importava.
Nuoto lento, ma lo sapevo, T1 da dimenticare con la muta che non viene via, bici in controllo ma a buon ritmo, T2 molto bene e corsa in progressione con sprint finale.



Godibilissima esperienza, ma ora occorrerebbe iniziare ad allenarsi con maggior continuità e cognizione di causa, se le trasferte per lavoro mi lasciano un pochino di tranquillità e possibilità di pianificare.

Alla prossima


lunedì 3 giugno 2019

Altro esordio



Dopo il duathlon di febbraio, è arrivato il momento di esordire nelle acque libere, con l'idracquathlon dell'idroscalo, al memorial Alessandro Montemurro del 26 maggio.
La tensione è alta, la temperatura dell'acqua è bassa, così dalla originaria formula di 1.5kmRUN/750mtSWIM/1.5kmRUN i giudici decidono per 750SWIM/3kmRUN, con muta facoltativa.
La metto la muta, eccome se la metto, tra alghe ansia e freddo, preferisco metterla.
Quando mi tuffo in acqua per fare qualche bracciata la tensione si stempera un po'.
Al via becco due cazzotti in testa (a distanza di qualche secondo, ma sempre dalla stesso coglione che evidentemente nuota con i pugni chiusi...).
Il secondo cazzotto però non glielo perdono e gli do una decisa spinta per allontanarlo da me, e che cazzo!
Sento che non ho rotto il fiato e vado in grande difficoltà, respiro ogni due bracciate ma mi apre di farne 10 in apnea, mi manca il fiato. Devo fare qualche bracciata a rana e addirittura qualcuna a dorso per riprendermi. Poi piano piano trovo il mio ritmo, sono quasi ultimo, ma i primi sono vicini. Poi piano piano il gruppo si sgrana, quando respiro vedo la canoa dell'organizzazione che rema di fianco a me, il che mi da sicurezza. Inizio a nuotare meglio, distendermi, scivolare e la prima boa arriva orima del previsto. Continuo a rilassarmi e quasi me la godo questa nuotata, al punto che alterno il rspiro a destra e sinistra, e recupero 5-6-7 posizioni. Stringo sulla seconda e ultima boa e accelero verso il pontile. Quando devo uscire dall'acqua mi accorgo che non ho energie per tirarmi su e mi lascio aiutare da due tipi che sono lì apposta. (1'57"/100 il mio ritmo, ma ho nuotato per 850 anzichè 750...)
Vado a togliere la muta, non viene via, non ho sufficiente energia nelle braccia, e la testa inizia a girarmi. Devo sedermi, e tutto diventa più facile. Metto le scarpe (l'unico a mettere anche i calzini) e parto, ma i giudici mi richiamano... ho dimenticato il pettorale. Eppure quando nelle batterie precedenti succedeva agli altri mi chiedevo..."ma come cazzo si fa a dimenticarselo..."). Ecco, lo infilo e riparto, mentre con la coda dell'occhio vedo AldoRock che è appena uscito dall'acqua. Ci ho impiagato 2'33", gli altri impiegano meno di un minuto...
La mia corsa ora però voglio gestirla con saggezza. Sono due giri da 1,5km, ed immagino che con la stanchezza accumulata sia il secondo giro a fare la differenza. Così sarà. 
Primo km 4'45", secondo in 4'29" e terzo con sprint finale da conato di vomito, in 4'19".
E' andata. Ormai per il 9 giugno dovrei essere pronto. Dovrò aggiungere solo 20km di bici, cosa vuoi che sia. Sì dai sono pronto.
No ... non sono pronto per niente!

Alla prossima

martedì 14 maggio 2019

Pronto (?) per l'esordio

Non sono pronto a nuotare, e ancor meno in un lago o nel mare, questa è la verità, per questo ho ansia e, in fondo, anche per lottare con questa mai sopita ansia che farò una gara di Triathlon.
Sarà in realtà all'idroscalo, il 9 giugno, l'esordio, alla Deejay TRI.
Sarà uno sprint, che vuol dire 750 mt nuoto, 20 km bici e 5 km corsa.
Mi rimangono tre settimane per implementare le sedute di nuoto . e fare qualche combinato.
Ancora una volta devo dire citando Moretti..."sono pronto, sono quasi pronto, anzi, non sono pronto per niente".

Alla prossima

mercoledì 3 aprile 2019

Crescita incostante


Tante trasferte in Italia e all'estero minano la continuità, e salto praticamente tutto il corso di nuoto a cui mi sono iscritto con i TTB.
In più avendo riscoperto il grande piacere di dedicare buona parte del mio tempo alla mia famiglia, rinuncio spesso ad una allenamento per godermi gli affetti. 
In ogni caso sono arrivato al PIT 30, una buona base che mi ha permesso 4 anni fa di inanellare un po' di PB e togliermi diverse soddisfazioni in bici.
Ora tocca capire quando esordire in una gara di Triathlon in acque libere, nel frattempo cerco di recuperare qualche sessioni di nuoto (dove continuo a fare una gran fatica senza nemmeno essere veloce) e tornare a correre veloce i 5 km alternando come al solito 3 sedute a settimana: un lento, le ripetute e un medio o progressivo. E vediamo di limare anche un kiletto ancora, da 78 sono sceso a 77, ma vorrei arrivare a vedere un 75 ...anche un 75 alto :-)

Alla prossima

lunedì 18 febbraio 2019

Esordio con massacro

Esordio fatto!
La gara più dura della mia vita, questo Duathlon Cross della Brianza... se escludo le sensazioni del mio esordio sul GIRO,  che però risale a ormai 25 anni fa circa.
Only the brave recita il volantino del Duathlon ... e ora ne comprendo il senso e l'onestà.
A dire il vero mi sono stancato e spaventato già nel giro di ricognizione, dove fango e ghiaccio tappezzavano il 70% del percorso. Ogni salita su pietre o terreno viscido, ogni curva secca alla fine di discese ripide, diventava sempre più difficile man mano che il sole scioglieva tutto quel che poteva sciogliere.
Allo start mi posiziono nelle retrovie perché con le mie scarpe slick non ha nessun senso provare a fare il fenomeno. E infatti pur andando piano dopo un km finisco gambe all'aria...e non sarò l'unico.
Dopo 3 km in cui in qualche modo recupero un po' di atleti pur senza strafare, nella zona cambio in arrivo abbatsanza fresco e in meno di un minuto monto sulla mia MTB ...e mi becco un'ammonizione perché prima di prendere la bici passo sotto la rastrelliera (non si può fare...ma chi lo sapeva?!)
I due giri da 7 km l'uno in MTB sono devastanti, perdo la lucidità per la stanchezza ma riesco a dispetto di molti altri atleti a rimanere in pedi, anche perché non ho pretese di fare sui pedali salite spaccagambe per la pendenza e impervie per le condizioni del terreno, sicché ogni volta salto giù dalla sella, ma ad ogni partenza sento un fendente nelle gambe sempre più provate, e sui muscoli affaticati ma tenuti (d'esperienza) sempre un pelo prima dell'accumulo di lattato. Pulsazioni comunque sempre sopra i 160, mai successo prima in bici, a conferma che la prova è molto molto ipegnativa anche dal punto di vista cardiaco.
La fine della frazione bici è vissuta da tutti come una liberazione dall'inferno...e quando mollo la bici e riparto per la frazione corsa avrei l'intenzione di rilanciarmi con energia e veemenza verso gli ultimi 1,5 km che mi separano dal traguardo, ma come si suol dire ... sono ormai letteralmente sulle ginocchia.
Faccio davvero fatica a correre, e scimmiotto ormai un passo che sa - più che di corsa - di trascinamento di un corpo massacrato dalla stanchezza.
E, per la prima volta nella mia vita atletica, non ho nemmeno la forza di pensare ad uno sprint verso il traguardo.
La classifica finale maschile dice 92esimo su 116 e 16esimo su 23 nella categoria M2.
Divertente eh, nonostante sia stata una roba  tecnicamente e muscolarmente massacrante.
Siamo solo all'inizio, non può che migliorare.

Alla prossima

venerdì 15 febbraio 2019

Pronto al duathlon


Prima gara ufficiale da Triatleta, ma su un Duathlon.
Mi sono iscritto e domenica mattina sarò al via. Trail running/MTB/Trail runnng.
Nel frattempo tanto PIT, sono alla seduta 22 su 40. Tanto nuoto, quarta seduta del corso TTB (l'ultima volta sfiorando i 4000 mt in un'ora e mezza, un massacro). Un test del Panda in 8 netti ma con vento contrario e 10" di stop forzato par camion di traverso appena carreggiata mentre rilanciavo dopo un buon intertempo alla Pizzeria Lipen, ottime sensazioni. E infine, finalmente, ho provato lo sci di fondo, completamente da autodidatta 3 giri ai Piani di Bobbio, il primo in 31', il secondo in 18' il terzo in 16'. Senza esperienza né tecnica è stata molto stancante soprattutto di braccia ma aerobicamente allenante e soprattutto gran divertimento.
Sovico, arrivo, spero in MTB a di cadere qualche volta meno che sugli sci.

Alla prossima